Forte Strino è uno degli oltre trenta forti
che l'Austria costruì lungo i confini del Trentino per bloccare eventuali
invasioni da parte dell'Italia.
Una visita al Forte può essere didatticamente utile per capire il sistema
difensivo che l'Austria realizzò per bloccare eventuali invasioni italiane.
Lo studio e l'approfondimento della I° Guerra Mondiale è l'obiettivo
pedagogico più adatto per una visita al Forte che, tuttavia, può essere
formativa per capire (a livello di scuola media inferiore o superiore) i
rapporti fra l'Italia e l'Austria nel mezzo secolo che va dall'Unità d'Italia
alla Grande Guerra.
In questo periodo lo sbarramento dei confini con l'Italia viene potenziato
continuamente, segno che al di là della formale alleanza fra i due stati, il
pericolo di un'invasione italiana fu sempre tenuto in seria considerazione dal
governo austriaco. Nella zona del Tonale, nei due decenni che precedono il primo
conflitto mondiale vengono costrutti altri tre forti per potenziare la capacità
difensiva dello sbarramento di Strino. Questo sistema difensivo forma una
"tenaglia" che, stendendosi su entrambi i fianchi della Valle, rende
impossibile l'accesso in Val di Sole. Attraverso un percorso didattico allestito
all'interno del Forte Strino, consistente in materiale fotografico,
documentario, video, reperti bellici, e arricchito dall'osservazione diretta del
gruppo della Presanella, (la parte occidentale di questo massiccio montuoso fu
teatro di aspri combattimenti in alta quota fra i due eserciti) i ragazzi vivono
impressioni che possono rappresentare uno stimolo a comprendere meglio le
condizioni di vita della generazione che visse quei tragici eventi.
La guerra sui ghiacciai dell'Adamello e dell'OrtIes (la cosiddetta "Guerra
Bianca") è in primo piano nel percorso didattico.
Accanto ai fatti d'arme sono riportati i numerosi e documentati momenti di
reciproco aiuto fra le truppe italiane e quelle austroungariche che avvennero su
questo fronte e una particolare attenzione è rivolta alle vicende dei civili
vermiglioni che con altri 70.000 trentini vissero la condizione di profughi
nelle regioni centrali dell'impero (il campo profughi di Mitterndorf, vicino a
Vienna, ospitò più di 1.600 vermigliani).
Nei decenni successivi alla Grande Guerra i recuperanti vermigliarli demolirono
parzialmente il Forte (uscito intatto da quattro anni di guerra) per utilizzare
le sue preziose travature di ferro e i blocchi di granito del rivestimento
esterno nella ricostruzione del paese, distrutto da incendi e bombardamenti.
La visita a Forte Strino viene integrata dalla visita al Museo della Guerra
Bianca di Vermiglio dove sono esposti interessanti reperti bellici recuperati
nella zona del Tonale e dell'Adamello. Può inoltre essere occasione di studio o
approfondimento la visita al Sacrario del Tonale, monumento significativo per
capire la celebrazione del mito della vittoria negli anni che seguirono la
guerra.

